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GLOSSARIO D'ARTE
IL
GLOSSARIO D'ARTE DI PITTart è un utile strumento di consultazione
al servizio dei navigatori amanti dell'arte. Racchiude informazioni
inerenti le principali espressioni del vocabolario d'arte italiano,
spaziando dalle tecniche artistiche, ai movimenti artistici di tutta la
storia dell'arte.
LIBRI
VENDITA
OPERE D'ARTE
RISULTATI
D'ASTA ARTE
A
B
C
D
E
F
G
H
I
L
M N O P Q R S T U V
Z
G
| Gotico
| Graffito | Graffitismo |
Gruppo 58 | Gruppo degli Ambulanti | Gruppo degli Otto
| Guazzo | H
| Happening |
GOTICO
La
pittura del periodo gotico (dal XIII al XV secolo ) si contraddistingue
per l'interesse verso i valori .... 
GRAFFITO
Graffito,
dal greco gràphein = scalfire. Tracciato mediante incisione su una
superficie adatta. E’ una tecnica di decorazione murale molto antica che
consiste nello stendere su di una parete alcuni strati di intonaco(2 o 3
al massimo) di colore diverso. Dopo di che gli strati esterni vengono
incisi, più o meno profondamente, con una punta metallica detta SGRAFFIO
in modo da riportare alla luce la parte voluta dagli strati sottostanti.
Il risultato è un’opera di buon effetto visivo, dove alcune parti del
disegno appaiono in rilievo e creano un gioco di ombre. Il graffito é
dunque una tecnica a metà tra il disegno e la scultura, in quanto del
primo prende il segno e l'aspetto grafico e dalla seconda lo spessore
palpabile. In età rinascimentale il graffito è stato spesso impiegato
nella decorazione di facciate e di altri muri esterni e ancora oggi è
possibile apprezzare questa forma di espressione in alcune zone che hanno
mantenuto uno stretto legame con le tradizioni. È il caso ad esempio
dell'Alto Adige e della parte settentrionale della provincia di Belluno.
GRAFFITISMO
Il
movimento del graffitismo o Graffiti Art, ha origine nei primi anni 70.
Nato come corrente innovativa, il graffitismo non è solo una forma di
vandalismo come alcuni credono, ma una forma d'arte sviluppatasi
negli Stati Uniti con l'HIP-HOP, insieme alla musica Rap, alla Break Dance
e ai graffiti. I giovani del Bronx, per lo più di colore o ispanici,
lasciavano sui muri la loro sigla ed era per loro un modo di dire
"esistiamo anche noi!". Il movimento del grafitismo si é poi
diffuso fino a giungere, negli anni ottanta, in Europa e in particolare a
Berlino e Parigi. Grazie all'uso di bombolette spray il movimento è anche
chiamato Aerosol Art, ma comunque é un movimento che rompe con l'arte
tradizionale. Le complicate e spesso incomprensibili scritte colorate,
sono parole con una particolare evoluzione grafica delle lettere con le
quali vengono disegnati i nomi dei gruppi dei graffitisti o frasi di
protesta. Tuttavia la vera rottura del graffitismo, in relazione all'arte
tradizionale, è il cambiamento del supporto, che non è più la classica
tela, ma pareti di edifici urbani e mezzi di trasporto pubblico (vagoni di
metropolitane e ferrovie, autobus ecc.). Ne consegue che grazie al
particolare supporto, l'opera d'arte non può essere venduta, ma è
comunque destinata a essere vista da migliaia o milioni di persone, anche
senza il supporto di critici e galleristi. In Italia il graffitismo ha
preso campo intorno agli anni novanta diversificandosi in ogni grande
città. Uno degli artisti che nonostante il particolare supporto del
graffitismo, ha avuto un ottimo successo e KEITH HARING, nato nel 1958 in Pennsylvania
e morto nel 1990. A New York, l'artista iniziò a farsi notare con opere
realizzate abusivamente su pannelli pubblicitari della metropolitana e
successivamente su automobili, scarpe, maglie e oggetti vari . L'incontro
con altri artisti Pop, come Andy Warhol e Basquiat fu decisivo per imporlo
nel jet set, tanto che le sue esposizioni furono molto seguite. La
consacrazione definitiva avvenne tuttavia nel 1986 quando Haring apre il
suo celebre arte-negozio, il Pop Shop.
GRUPPO
58
Il
Gruppo 58 sorge a Napoli nel 1958, su iniziativa di Mario Colucci (che aveva
aderito al movimento Nucleare) e insieme a artisti come Guido Biasi, Enrico
Bugli, Bruno Di Bello, Lucio Del Pezzo, Sergio Pergola, Salvatore Paladino,
Franco Palumbo, Mario Persico,
Antonio Venditti, Luigi Castellano. Il gruppo vide la collaborazione anche
della rivista "Documento Sud" che fece da cassa di risonanza,
pubblicando i manifesti del movimento, tra i quali ricordiamo il
"Manifeste de Naples" (firmato nel 59,anche da Nanni Balestrini,
Enrico Baj e Edoardo Sanguinetti). Il Gruppo 58 critica negativamente
l'astrattismo e le sue intemperanze metafisiche per affermare la
possibilità di un'arte della "nuova figurazione", più semplice,
anche se altrettanto spirituale, basata su un'analisi dell'uomo
contemporaneo e della società collettiva, con un interesse specificatamente
antropologico che coinvolge l'uomo, le sue origini, la sua vita fisica ed
emotiva, i suoi dubbi esistenziali, al fine di "stabilire il
rapporto fra civiltà e miti primordiali" dal quale far scaturire
le immagini.
GRUPPO
DEGLI AMBULANTI
In
Russia nel 1870, un gruppo di pittori e scultori creò il Gruppo degli
Ambulanti. Un movimento piuttosto attento al realismo, spesso
critico per le questioni sociali e avente anche come fine l'affermazione di
una identità russa. Il gruppo degli Ambulanti ebbe come caratteristica la
capacità di organizzare fino al 1920, mostre itineranti in varie parti
della Russia. Così artisti viandanti per missione, ora accolti ora
rigettati nelle periferie delle grandi città come Perov, Fedotov, Surikov,
Makovsky, Levitan, Repin, dipingono la Russia cara a Gogol e Dostoevsky in
cui solo la fervida fede pare nutrire i corpi e i volti del popolo che
improvvisamente compare sulle tele a rivendicare la propria sacra dignità.
Così, l'opera di Ilya Repin I battellieri del Volga, diventa vessillo di
un'arte ambulante.
GRUPPO
DEGLI OTTO
Il
"Gruppo degli Otto" nasce nel 1952 e deriva dalla spaccatura verificatasi in seno al “Fronte nuovo delle arti” in seguito a polemiche sorte in Italia dopo il 1948 tra pittori realisti e astrattisti. Il Gruppo annovera artisti come Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova, che provengono dal “Fronte
nuovo”, insieme a Corpora, Afro e Moreni. Si ispirano all’astrattismo lirico francese, partendo dall’Orfismo e vogliono raggiungere una nuova armonia attraverso una identificazione poetica con la natura. Non vogliono essere né realisti né astrattisti, ma desiderano abbandonarsi al piacere della materia e degli accordi lirici del
colore. Il "Gruppo degli Otto" propose così un'arte che rinunciava contemporaneamente sia all'approccio figurativo sia al formalismo neocubista per un astrattismo non esente da note impressionistiche. Il movimento rimane unito solo fino alla metà degli anni cinquanta, ma poi si scioglie a causa delle forti personalità artistiche degli autori.
GUAZZO
Il
guazzo, o gouche, alla francese, appartiene alla grande famiglia delle
pitture a colla, solubili con l'acqua. Può considerarsi una specie di
variante della tempera, e di fatto i due termini sono usati a volte come
sinonimi anche se la vera tempera il pigmento è veicolato da un'emulsione
all'uovo. E' un tipo di colore costituito da
pigmenti tritati, che utilizza, come l'acquerello, gomma arabica per
legante. Il risultato è una pittura opaca. Versatile sia nelle
stesure piatte sia nei tocchi vivaci, è il mezzo ideale per studiare in
piccolo l'impianto cromatico di un dipinto, da solo o in associazione con
altre tecniche. Le miniature del Medioevo sono
dei guazzi. Certi pittori, come per esempio, Raoul Dufy, combinano pittura
a guazzo e acquerello.
HAPPENING
In
Europa, in Giappone e negli Stati Uniti, intorno al 1957, nasce l'happening
e con esso l'arte si fa azione, pura pratica comportamentale che determina
una stretta sempre maggiore tra prassi artistica ed esperienza concreta, tra
arte e vita. Allan Kaprow, considerato uno dei "fondatori"
dell'happening, lo inserisce nell'ambito delle arti figurative, scorgendone
un ampliarsi delle accumulazioni di materiali eterogenei in assemblaggi
tridimensionali e in ambienti progettati per essere vissuti dal pubblico,
secondo un percorso storico che porta dalla pittura all'environment e
all'happening, inteso come collage di frammenti di realtà estratti dal loro
contesto per poi essere inseriti in un nuovo sistema di rapporti. Gli
artisti dell'happening creano un progetto di azione, nella quale il pubblico
viene coinvolto attivamente, sottraendolo dal ruolo di estraneo ed
immettendolo in rapporto attivo con l'evento artistico. Rispetto a
manifestazioni come gli environment, la performance o i concerti Fluxus
quindi, l'happening necessita sempre della partecipazione del fruitore che
viene posto simultaneamente di fronte a nuovi tipi di codici espressivi,
sollecitato ad esprimere una reazione sia fisica che psicologica rispetto
all'evento. Happening, é quindi un'irruzione nello spazio quotidiano,
organizzata in tempi e luoghi ove solitamente non é prevista la presenza
artistica. L'evento si sviluppa dunque secondo una improvvisazione che rompe
le abitudini mentali dello spettatore. Il termine happening entra nell'uso
corrente nell'ottobre del 1959 quando Allan Kaprow lo inserisce sul
biglietto d'invito all'azione 18 Happenings in 6 Parts alla Reuben Gallery
di New York.
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ATTENZIONE:
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é in fase di realizzazione e pubblicazione. E' quindi possibile che
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